Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/251

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 245 —


bestiame, non avete carri e servi perchè vi abbisognino tettoie e cortili.

Egli sorrise, col suo rapido sorriso che lasciava scorgere tutti i suoi denti bianchissimi, e rispose pronto:

— Ciò che non si possiede oggi si potrà possedere domani.

Marielène lo guardò con riconoscenza, per questa risposta che rintuzzava la vanagloria della proprietaria: poi riprese il braccio di lui, ed entrambi se ne tornarono lentamente a casa. Ella parlava e parlava, nascondendogli un suo intimo progetto, che era quello di offrire lei, alla proprietaria, di nascosto da lui, qualche centinaio di lire in più delle seimila; egli taceva, nascondendole pensieri ben più colpevoli.

VIII.

Il marito di Zoseppedda accettò la proposta di Bruno, ma passarono alcune settimane prima che Marielène potesse farsi restituire i quattrini che ella aveva prestato a forti interessi. In quel frattempo Bruno disse più di una volta che forse, prima di acquistare la casa, avrebbero do-