Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/284

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 278 —


*

L’ultima domenica di carnevale Bruno scese a Nuoro verso mezzogiorno, e ancor prima di rientrare a casa sua andò da Sebastiana per dirle che Predu Maria sarebbe ritornato in paese il martedì seguente.

Sebastiana intingeva nel miele bollente alcuni dolci di pasta, e gliene offrì.

— Grazie, no, — egli disse, rifiutando.

— Non sono buoni come quelli di tua moglie, lo so!

Bruno non rispose, ma la guardò, ed ella ricambiò lo sguardo; ma i suoi grandi occhi non erano più come prima, timidi e ardenti; erano quasi foschi, pieni di passione e di rimprovero. Egli se ne andò con l’impressione che ella fosse cambiata a suo riguardo. Che era accaduto? Perchè quell’accenno a sua moglie? Forse Sebastiana era gelosa. Sì. Erano arrivati a questo punto: egli era geloso di Predu Maria, ed ella era gelosa di Marielène.

— Purchè non succeda uno scandalo! — egli pensò, attraversando il viottolo.

Quando rientrò a casa, Marielène non gli strinse neppure la mano, e solo, fra