Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/295

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Si strinse a lui, paurosa, e riprese:

— E noi potevamo sposarci un giorno, ricordi? Come saremmo stati felici! Ma tu hai guardata una donna che non amavi, ed io ti ho imitato. Perchè, perchè, Bruno?

— Perchè noi facciamo sempre ciò che è contro la nostra volontà.

— È vero! È vero!

Ed entrambi sentivano di mentire; ma lei si ostinava a piangere una felicità che non avrebbe mai avuto, ed egli si sentiva misero e infelice per l’illusione di lei.

Un rumore nel cortile li richiamò alla realtà. Si alzarono e stettero ad ascoltare; il rumore cessò, ma egli pensò che era tempo di andarsene: qualcuno poteva sorprenderli e sospettare di loro quantunque non stessero a far del male.

XI.

Come Marielène prevedeva, la sua pensione prese in breve un grande sviluppo.

Per risolvere la questione delle serve ella accolse in casa una vecchia di buona famiglia decaduta, che si adattò ammirabilmente alle faccende più umilianti e fin dal primo giorno cercò di contentare in