Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/306

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 300 —


nella notte come trilli d’usignolo. Ella non si era mai sentita così lieta e commossa....

Nel salire la scaletta spense il lume e rientrò al buio in camera sua, stendendo le mani, palpitando e sorridendo, incosciente e folle come un uccellino in amore che svolazza dietro al suo compagno: ma all’improvviso gemette e lasciò cader le braccia come ali ferite. Bruno non c’era più!

XII.

L’indomani mattina egli andò a consultare un medico, o meglio un vecchio signore alquanto strano che abitava in una vecchia casa a fianco della palazzina Perrò, e che si dilettava di medicina e dava consulti e consigli gratis ai malati ed anche ai sani.

Quando Bruno entrò, la piccola anticamera buia era piena di gente; si sentivano gemiti di bimbi malati e lamenti di donnicciuole sofferenti: ed egli sedette in un angolo, dietro l’uscio, aspettando il suo turno e cercando di nascondersi per non essere riconosciuto. Con la testa curva