Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/388

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attraverso le cui pieghe si scorgeva qualche striscia rossa, gli uomini col cappuccio sulle spalle, aggruppati nella penombra delle arcate, i vecchioni calvi o coi lunghi capelli bianchi ricadenti fin sulla barba bianca, le vedove col viso nascosto dalle bende nere, tutta la folla insomma dava l’idea di un popolo antico, di credenti primitivi, convenuto in una delle prime chiese cristiane per pregare di nascosto sfidando l’ira dei persecutori.

Predu Maria si avanzò fino alla navata di mezzo e guardò le donne una per una, finchè riconobbe la maestra e Marielène inginocchiate in un angolo dietro una panca. Anche loro guardavano verso la navata, ed anzi gli sembrò che Marielène lo salutasse con un cenno del capo. Non osò quindi muoversi finchè un gruppo di borghesi non si mise fra il posto ov’era lui e il posto occupato dalle donne. Allora si ritrasse e cercò di uscire inosservato, profittando del momento in cui i sacerdoti vestiti d’oro apparivano intorno all’altare, fra nuvole d’incenso.

Nonostante il suo odio e la sua sete di vendetta si sentiva triste e commosso. Egli usciva dalla chiesa furtivo, e gli pareva di tradire la sua fede, appunto come un fedele primitivo pauroso di essere colto