Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/390

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veder da un momento all’altro apparire la figura triste e fredda del suo rivale che lo invitava ad entrare: ed entravano e sedevano davanti al focolare, come quella prima sera in casa di Antoni Maria: ed egli diceva sottovoce:

— Bruno, ho saputo tutto, e son qui per dirti una cosa. O te ne vai subito da Nuoro e mi lasci vivere tranquillo, o ti manderò io in un paese donde non ritornerai più. Deciditi, e subito anche, perchè io sono stanco. Uno di noi deve sparire.

Bruno taceva, ma lo fissava coi suoi occhi freddi di calcolatore, e all’improvviso scoppiava a ridere. Ah, il forestiere era sempre il più forte; e se uno doveva sparire non era certamente lui!

Predu Maria sentiva un’ondata di sangue salirgli alla testa; e ancora una volta vedeva rosso e diventava il giustiziere, l’uomo che si avventa contro il suo nemico come contro il suo destino stesso.

Infuriato picchiò ancora, andò alla porta di strada, ritornò nell’orto della maestra, s’arrampicò sul muro e lo scavalcò. Ma ancora prima di saltare nel cortile vide il suo rivale caduto sul limitare della porta, e capì che era morto o agonizzante.