Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/57

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 51 —


che andò a riempire una bottiglia d’acqua: passando davanti a Bruno gli sorrise, ma egli non se ne accorse, e uscita lei tornò a fissare Marielène che era diventata nervosa e cupa.

— Che ti ha detto dunque, quell’uomo? Che è venuto a fare?

— Cerca lavoro, e vuole appunto che io lo raccomandi al Perrò.... Devo farlo, Elena?

— Che importa a me? Ripeto, non lo conosco!

— Eppure mi disse....

Egli s’interruppe. Sebastiana correva nell’andito, ed entrò gridando:

— Eccolo! — e senz’altro riprese il lume e si precipitò giù per le scale, mentre Marielène si affrettava a sventolare il fuoco.

Tra il monotono rumore della pioggia, Bruno sentì il passo di un cavallo, e alzandosi come per aspettare in atto rispettoso il padrone terminò la sua frase:

— .... mi disse che doveva sposarsi con lei!

— Con me? Sarà stato ubbriaco!

— Forse! Aveva bevuto quasi mezzo litro d’acquavite.

— Ah, ah, vedi?

Marielène rise nervosamente, ma quando egli aggiunse: — il Dejana verrà a tro-