Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/72

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chino profumato; o farei qualche visita alle mie amiche invidiose.

— Senti, — egli disse, guardandola con malizia, — e la notte, che faresti?

— Dormirei, bello!

— Con chi?

— Sola!

— Che vita grulla! — egli disse, prendendo quasi sul serio le parole di lei. — Elena, certo, non la pensa così!

— Quella è una serva! — ella rispose con disprezzo. — Brutta e avara!

— Anche avara? Allora avrà molti denari.

— Io non glieli ho contati!

Egli non insistè, per paura che Sebastiana riferisse a Marielène le sue parole; ma quasi indovinasse i pensieri di lui, ella a sua volta lo guardò in viso e gli domandò:

— Se Marielène fosse ricca tu la sposeresti?

— Se ne fossi innamorato, sì!

— Anche dopo tutto quello che ha fatto?

— E che ha fatto? Ha vissuto con un uomo come fosse sua moglie: egli non poteva sposarla.

— Tu la sposeresti anche se ella continuasse ad aver relazioni con lui?

— Come puoi pensare questo? — egli