Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/77

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— Va benone, — rispose l’ometto, senza scomporsi, — stamattina stessa ti darò la consegna. Ora finisco la verifica dei sacchi.

— Sei contento di cambiare destinazione?

L’ometto fece scherzosamente il saluto militare.

— Contento o no poco importa: bisogna ubbidire ai superiori.

E mentre egli si disponeva a partire per il posto ove il Perrò l’aveva destinato, Bruno cercò la sua antica capanna e vi gettò dentro il suo fagotto; indi ritornò verso la tettoia ed esaminò i registri e i bollettari, contò i sacchi, e infine visitò la dispensa dove i «lavoranti» erano obbligati ad acquistare le loro provviste.

Il dispensiere, arrivato anche lui da poco, salutò famigliarmente il nuovo capo‐macchia, dandogli del tu e facendogli subito capire che le loro funzioni erano ben diverse e ben distinte. Un capo‐macchia è sempre un capo‐macchia, un dispensiere di lavorazione può essere anche un nobile decaduto.

— Se non è un nobile spiantato è qualche cosa di simile, — disse il vecchio al nuovo capo‐macchia, mentre facevano assieme il giro del bosco. — Dice che suo padre possiede molte miniere, niente meno!