Pagina:Deledda - Il paese del vento, 1931.djvu/217

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le fresche lenzuola come in un bagno di mare, dissi: — Finalmente! Mi pare di essere tornata da un lungo viaggio; — mio marito domandò con una voce ambigua, incerta, che mi parve quella di un altro uomo:

— Si potrebbe sapere perché?

— Ma perché sono stanca.

Anche lui si spogliava, con lenta indolenza: poi d’un tratto si rimise la giacca, si riannodò la cravatta, come dovesse uscire di nuovo. Si appoggiò invece al dappiede del letto e disse, con quella strana voce che ancora non gli conoscevo:

— Dovrei parlarti. Avevo deciso di farlo domani; ma è meglio adesso. Dove sei stata, oggi, prima di venire all’albergo?

Come i bambini impauriti io mi nascosi sotto il lenzuolo: subito però ricaccciai fuori il viso infiammato, ma senza agitarmi, tranquilla nella mia coscienza, contenta, anzi, che tutto fosse chiarito.

— Te l’ho già detto, quando si arrivò col signor Fanti: sono stata a visitare il suo disgraziato inquilino.