Pagina:Deledda - Il paese del vento, 1931.djvu/70

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ti tendessi le braccia, tu saresti la cosa più mia, e ti radicheresti in me come il bulbo del giglio nel concio che è mischiato alla terra.

«Ma io non voglio; non posso scendere: anche perché il tuo piccolo corpo, acerbo e freddo come il ramo appena in germoglio, non mi piace. Mi piace l’anima tua vasta, profonda e scintillante come questa notte stellata: e con l’anima mia già scura e nebbiosa voglio parlarti.

«Noi forse non c’incontreremo mai più sulla terra; ma saremo uniti lo stesso: questo è il vero amore, e tu, fanciulla, devi appagartene.

«Quello che non me ne appagherò sarò io. Ti cercherò negli occhi delle altre donne, ma non ti ritroverò quale tu sei. Ti cercherò fuori di me, mentre tu sarai sempre dentro di me: e tu, per questo, non avrai più bisogno di cercarmi.»