Pagina:Deledda - Il segreto dell'uomo solitario, 1921.djvu/178

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di rabbia e di odio: lei è venuta e la vita ha mutato aspetto per me.

Ma il solo accenno ai tristi giorni passati gettò un’ombra sul cuore di lei: ed egli che a sua volta la guardava intensamente in viso, se ne accorse e s’irrigidì.

Piano piano ella ritirò le mani: piano piano un senso di mistero tornò a dividerli: di un mistero che riusciva a vincere anche l’attrazione dei sensi. E lei cercò di spiegarlo.

— Domani mattina verrò da lei e parleremo meglio. Qui no.... qui no.... non è possibile parlare d’amore e di gioia. Ho l’impressione che egli sia ancora su nella sua cameretta, a soffrire. Anche lui non credeva più nell’amore, nell’umanità: questo era il suo male peggiore. Tanta ombra mi ha lasciato intorno che ancora non riesco a ritrovare me stessa. Perchè lei non sa, Cristiano, lei non sa tutto... Egli si credeva odiato da me: più di una volta ha tentato di uccidermi...

Cristiano si fece pallido fino alle labbra: chinò la testa e Sarina si accorse che egli chiudeva gli occhi per non piangere: allora si pentì di rattristarlo così e per dissipare un poco la sinistra impressione delle sue ultime parole disse:

— Non le nascondo che l’aspettavo, Cri-