Pagina:Deledda - Il segreto dell'uomo solitario, 1921.djvu/183

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solo la mamma che vive molto lontano, nell’Argentina, e poco si cura di me: ha ripreso marito ed è quasi ricca. Anch’io ho tanto da poterti offrire una vita non più stretta di quella che finora hai vissuto. Dopo il secondo matrimonio della mamma e la morte di mia moglie ho vissuto anni così tristi e sconsolati che l’umanità mi è venuta in odio: tre anni or sono cercai una casetta isolata, solitaria, dove passare qualche mese di riposo: ho trovato questa e ancora ci sto.

— Dimmi, dimmi... — ella insisteva, soffiandogli il suo alito ardente sul viso: egli rabbrividiva a quel soffio, e continuava a dirle qualche particolare della sua vita: ma il maggiore segreto rimaneva entro di lui: e gli dispiaceva e nello stesso tempo era felice che la donna non lo indovinasse neppure lontanamente.



Passò un giorno, passò una notte. Chiuso nella sua casetta Cristiano sentiva il lamento del mare e gli pareva il gemito del suo cuore felice.

Poi, all’alba, quando si svegliò nel suo lettuccio fu sorpreso del grande silenzio intorno.

Solo qualche grido d’uccello attraversava