Pagina:Deledda - Il segreto dell'uomo solitario, 1921.djvu/20

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scendevano lungo il collo bruno e delicato di lei, fin dove la collana le si perdeva nel seno.

— È la vecchia che mi manda, — ella disse con una voce lenta e stanca che non cambiava mai tono, ma con una luce sempre più appassionata e maliziosa negli occhi. — Sono arrivati altri quattrini, oggi, di laggiù. E lui, il mio Alessandro, scrive: «Cara moglie e cari genitori; vi mando questi denari e altri ne porterò con me, al ritorno in autunno, perchè la stagione è buona: le braccia qui mancano e la mercede cresce; qui nessuno fa il servo e i padroni si devono far tutto da sè: le signorine, prima, quando si alzano, mungono le vacche, poi vanno a scuola, nel paese distante: e i signori si fanno il pane da sè. Adesso stiamo a segare le canne: e sega e sega, son tante che le vedo persino in sogno. Cara moglie e cari genitori; impiegate i denari come meglio credete, di accordo; se volete ricomprate la casa e il campo: cara moglie, farai il tuo piacere, come i vecchi ti diranno». I vecchi, toh, vogliono ricomprare la casa. Apposta hanno mandato in Australia il mio Alessandro, per far quattrini. E la vecchia, dunque, mi dice oggi: Ghiana, va a portare al tuo signore la roba e domanda un po’ per la casa. Perchè dovete