Pagina:Deledda - Il segreto dell'uomo solitario, 1921.djvu/200

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 190 —


gnato da ragazza tutte le cose che sognano le ragazze, l’amore, la ricchezza, la vita in città, e non ho avuto nulla. Ho sposato un uomo che mi è morto fra le braccia molto tempo prima che fosse morto: e l’ho dovuto tener così, cadavere, durante gli anni più belli della mia giovinezza. Eppure gli volevo bene; tu l’hai veduto: la pietà me lo attaccava al cuore; era diventato come un mio figlio. Ma avevo bisogno d’altro! Avevo bisogno di un uomo vivo perchè ero viva anch’io. E tu mi sei apparso nella solitudine....

— Tu dunque mi hai scelto solo per questo? Qualunque altro uomo ti fosse apparso....

— No, qualche cosa di speciale l’avevi. Sapevo che vivevi solo; un’atmosfera di mistero ti circondava.

— Potevo essere un poco di buono, oltre che un povero diavolo.

— Oh, no: il viso ti rivelava un galantuomo. A dir la verità, pensavo che tu fossi un artista: è facile che un artista, a un dato momento, cerchi di segregarsi, di far la vita dell’eremita.

Egli tacque per alcuni momenti, continuando a stringersi la mano di lei sul petto; avrebbe voluto camminare così, per tutta la vita. Fu lei a fermarlo; erano sulla riva del mare e non potevano andar oltre, ma pareva si fossero fermati semplicemente co-