Pagina:Deledda - Il segreto dell'uomo solitario, 1921.djvu/224

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lei; ma le anime non s’incontrarono più: uno spazio misterioso le separava.

— Alzati, — ella ripetè, con tanta pena ch’egli subito si sollevò e prese anzi una posizione dignitosa, quasi rigida.

E dapprima guardò la donna con una strana scintilla nell’angolo degli occhi, come di lagrime congelate: sguardo cattivo, crudele, di chi cessa di piangere e gode del dolore che ha destato col suo: ma poi d’un tratto gli occhi gli si velarono di nuovo; e parve ricordarsi di una cosa completamente dimenticata.

— Perdonami, — disse; — io ti faccio soffrire.



— Del resto, — aggiunse, con una calma troppo grave per essere spontanea, — io credo di esser guarito. Tu mi conosci; non hai avuto mai alcun sospetto. Io credo di essere cosciente, anche troppo cosciente. È vero che tu, un giorno, dicevi: i pazzi sono più vicini di noi alla verità.... Sara, ricordi tutte le cose che dicevi? Ogni tua parola mi pungeva. E tu non sospettavi di nulla: vuol dire che io ti apparivo sano.

— Sara, — continuò, poichè la vedeva