Pagina:Deledda - Il segreto dell'uomo solitario, 1921.djvu/237

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Pareva non capisse; ma egli sentiva la verità dentro il suo cuore: ella capiva benissimo.

— Paura di che?

La voce non era mutata: ed egli tornò a scacciare la verità dal suo cuore.

— Mah! Che tu mi accogliessi male.

— Perchè dovevo accoglierti male?

— Cristiano? Cristiano? — lo chiamò due volte, con dolore e con rimprovero, mentr’egli si piegava su sè stesso, quasi rannicchiandosi per tentare di sfuggirle. E gli prese una mano, se la mise sul ginocchio, cominciò a lisciarla con ambe le sue, come per ridonarle un po’ di calore e di vita: poi gli strinse il polso, sentì la vena battere, salì ancora più su con le sue dita tiepide, toccò il braccio, dove i nervi parevano morti; e subito, egli riebbe tutta la forza di credere, di amare, d’illudersi.

Ella lo amava, era lì; egli poteva prenderla, non lasciarla andare mai più via: ed era forse questo che lei voleva; era forse venuta solo per questo....

Ma lui non voleva.

— Sara, — le disse, appoggiando la testa sulle spalle di lei, — tu sei buona ed io non dubito di te. Ma tutto è così oscuro dentro di me che il solo pensiero che tu possa abbandonarmi mi dà un senso di