Pagina:Deledda - Il segreto dell'uomo solitario, 1921.djvu/239

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 229 —

paura, che mi credi quello che non sono.... Dimmi tu quello che devo fare per convincerti: fa di me quello che vuoi: eccomi ai tuoi piedi come la polvere che calpesti. Guidami tu; prendimi, se mi vuoi prendere, lasciami se vuoi lasciarmi: fa come che tu sii la mia sorte stessa. Io adesso ho paura che qualunque cosa faccia o dica ti rechi sospetto: devi consigliarmi tu, devi considerarmi come il tuo servo....

— Taci, — ella disse, più addolorata che contenta delle parole di lui. — Non bisognerebbe mai parlare quando ci si ama davvero. Alzati.

Ma egli non si alzò.

— Tu non credi alle mie parole, Sara....

— Ti credo, ti credo; non tormentarti oltre, anche tu! Credo a tutto quello che tu dici, perchè tu mi ami, e quello che noi diciamo nei momenti d’amore è tutto verità. La menzogna viene dopo, ma che importa? Finchè siamo assieme e ci amiamo tutto è verità. Non darti pena per me: siamo pari; se tu mi hai fatto soffrire, anch’io ti ho fatto soffrire. Tutto sta a procurare di non soffrire oltre, di rompere ogni legame col passato e cominciare da domani una nuova vita.

Egli ebbe paura anche di queste parole; gli sembrò che avessero un senso nascosto,