Pagina:Deledda - Il segreto dell'uomo solitario, 1921.djvu/39

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E fu contento nel veder la donna prendere un’aria desolata.

— Lo farò subito legare. Se lei ha avuto danni.... mi faccia sapere.... se desidera....

— Che! Che! — egli interruppe alzando le spalle. E tanto più s’irritava accorgendosi di aver esagerato fino alla bugia.

Ma la donna voleva placare anche lui.

— È lei che abita qui accanto?

Egli accennò di sì, guardando ai suoi piedi il secchio e la brocca con un senso di fiera umiliazione. Non osava più guardare la donna, ma la sentiva accostarsi, come un’ombra, pur così luminosa, come un pericolo.

Ecco che gli era davanti; più alta di lui, coi piedi rosei entro i sandali gialli, con le forme agili appena velate dal vestito candido che pur così trasparente aveva solchi d’ombra come fosse di marmo.

Si fece coraggio e sollevò la brocca; la ripose, la riprese, tentò di scuotersi, di ritornare lui. Ma già sentiva di non esser più lui: e aveva l’impressione che la donna lo guardasse dall’alto, che l’arco delle sue sopracciglia, intensamente nere sopra gli occhi castanei, la linea pura del naso, il mento e le labbra sporgenti fossero quelli di una statua. Eppure ella parlava con una semplicità infantile senza accorgersi del turba-