Pagina:Deledda - Il segreto dell'uomo solitario, 1921.djvu/53

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Eppure finì con l’alzarsi e aprire il finestrino della sua cameretta. Fuori tutto era una nuvola densa agitata, una lotta di ombre nell’ombra. Solo dopo qualche momento egli distinse gli alberi, ma gli sembrò che le loro cime toccassero il cielo: e dietro di essi una montagna nera chiudeva l’orizzonte: la siepe.

Il grido non si ripeteva. Egli tuttavia si ostinava ad ascoltare: sporse la testa; le goccie della pioggia gli caddero sui capelli e sul collo e gli diedero l’impressione di dita fredde che lo accarezzassero. Pensò alle mani fini e tristi della donna incontrata al pozzo, e si ritrasse con un moto brusco, quasi per sfuggire davvero a una carezza misteriosa.



L’indomani infatti seppe da Ghiana che il malato della casetta stava molto male.

— È venuto il dottore del paese, con un uomo che resterà qui per vegliare alla notte il malato. La serva mi disse che la signora