Pagina:Deledda - Il segreto dell'uomo solitario, 1921.djvu/54

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ha avuto tanta paura, la scorsa notte, perchè il cane guaiva come ci fossero dei ladri attorno. Voi non avete sentito nulla?

Egli alzava le spalle, ma in fondo si vergognava della sua insensibilità.

Ecco che un uomo moriva, vicino a lui, e lo stesso cane guaiva chiedendo aiuto, e lui si chiudeva nella sua casa, vilmente, come la lumaca nel guscio.

Domandò a Ghiana se anche lei restava dai vicini.

— No, anzi mi hanno mandato subito via. Pare non vogliano far vedere il malato: non ho veduto neppure la signorina.

Anche lui la mandò subito via, ma dopo qualche tempo uscì e dal sentiero la vide ferma allo svolto della strada come aspettasse qualcuno. Ebbe l’impressione ch’ella lo spiasse: e appunto per questo si avanzò fino al prato: allora Ghiana si allontanò, col suo passo lungo e dondolante, con la testa così bassa che si vedeva la collana d’ambra brillare sulla sua nuca bruna.

Cristiano fece il giro del prato, aspettando ch’ella si allontanasse.

Il tempo finalmente si rasserenava: tutto il paesaggio appariva come rinnovato, nitido, dalle colline viola al mare argenteo: le macchie scintillavano cariche ancora di goccie iridate, e sul prato pareva fossero