Pagina:Deledda - Il segreto dell'uomo solitario, 1921.djvu/60

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 50 —

in riva al mare, mentre il paese era tutto composto di povere casette grigie e rossastre a un sol piano, con le porte spalancate e in ogni porta un piccolo negozio. Il profumo del pane appena sfornato si mischiava all’odore delle alghe e del pesce fresco. Vecchi marinai, tozzi, bruciati, coi berretti messi alla sghimbescia, sedevano oziando sugli scalini delle rade porte chiuse: la camicia sporca aperta sul petto lasciava vedere il loro pelo grigio arricciato di veri lupi di mare: i pescatori, invece, sebbene vecchi anch’essi, lavoravano tutti, seduti per terra nella piazzetta che era semplicemente il crocevia fra la strada comunale e quella che conduceva al piccolo porto: accomodavano le reti, tenendole ferme col pollice del piede destro: di tanto in tanto dicevano qualche barzelletta, senza sollevare il capo, come parlassero all’ago di legno col quale lavoravano, cominciando le parole in fretta e terminandole con una cadenza lenta che svaniva armoniosamente nell’aria luminosa. Anche i gridi dei bambini di cui formicolavano le strade si sperdevano nel silenzio come gridi di uccelli.

Arrivato alla piazzetta Cristiano svoltò verso il mare. Di solito egli faceva le sue compere nelle piccole botteghe del paesetto: non sapeva perchè questa volta si dirigeva