Pagina:Deledda - Il sigillo d'amore, 1926.djvu/101

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UN PEZZO DI CARNE.


Una signora, antica mia conoscenza, è venuta oggi a trovarmi, dopo molti anni che non ci si rivedeva. Al primo vederla, vestita di nero, piccola, umile, ho creduto ch’ella avesse bisogno di qualche cosa: ma il suo viso è calmo, chiaro, e gli occhi hanno una luce com’è solo negli occhi dei bambini felici.

Ella intuisce subito il mio pensiero, e dopo essersi informata, gentilezza che molti visitatori si dimenticano di usare, dello stato della mia salute e del mio umore, mi rassicura sul conto suo.

— Ho finalmente affittato la mia casa a una famiglia per bene; — dice; — una famiglia ordinata e che paga puntuale: ma ne ho passate, finora, dopo la morte del mio povero marito. Il mio povero marito è morto senza lasciarmi altro che questa casa, con rate ancora da pagare, e non bene finita ancora. Morto lui, sapendosi delle mie tristi condizioni, il vuoto si è fatto intorno a me; ed io stessa mi sono rinta-