Pagina:Deledda - Il sigillo d'amore, 1926.djvu/155

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Piccolina 149

la testa col proposito fermo di entrare nel salotto. Come sempre, la sua presenza mi desta un senso di sorpresa e di allegria, per non osar dire di gioia. Quest’essere selvatico, quest’uccello di rapina, carnivoro e ladro, che gira tranquillo per la casa, curioso e petulante, bisognoso di compagnia, mi dà sempre l’impressione di un essere misterioso la cui affinità e la distanza con noi non riusciremo mai ad esplorare.

Fu un uomo un giorno? Ladro e feroce fu condannato a rinascere nell’uccellaccio delle paludi: eppure conserva gli antichi istinti della casa e il bisogno di riavvicinarsi all’umanità. E stavo per aprire di più l’uscio quando sentii il fruscio particolare del passo di Fedele in fondo al corridoio. Rapida e silenziosa come lui chiusi e ritornai al mio posto.


*


La domenica seguente aspettai che egli uscisse, per andare a vedere la cornacchia. Di nuovo era cattivo tempo e lei doveva sentirlo perchè se ne stava melanconica e intirizzita, sebbene nella cucina facesse caldo. O forse sentiva la sua solitudine. Nel vedermi, infatti, si