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180 il sigillo d'amore



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Una donna scendeva quasi di corsa la strada. Nel vedere e riconoscere Marala si fermò d’un botto e si fece il segno della croce.

— Non sono poi il diavolo, — disse lei con la sua voce d’uomo.

— Marala! Voi, voi! Io scendevo per cercarvi. E il Signore mi vi manda incontro! Come non farsi il segno della croce? Marala, Marala, amore santo, ho bisogno di voi.

— Peccato che non sia un maschio: sarebbe il momento di prendervi, tanto sembrate innamorata.

La donna le si inginocchiò davanti, le mise la testa quasi fra le ginocchia. Ansava, e davvero pareva basisse d’amore.

— Marala, mio figlio, che è garzone nel caffè dei villeggianti, ha commesso una cattiva azione: ha rubato cento lire al padrone, e il padrone mi ha mandato a chiamare perchè le rivuole entro oggi; altrimenti caccia il ragazzo in prigione. Ho pensato a voi. Marala. So che date denari a interessi....

Marala guardò su e giù per la strada, poi disse ad alta voce:

— Un corno, interessi! Aiuto qualche buon