Pagina:Deledda - Il sigillo d'amore, 1926.djvu/215

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Il vivo 209

e passandosi la mano sulla testa, come fanno le persone preoccupate, risponde pensieroso:

— Non è questo, non c’è pericolo; però tante volte capita che occorre una cosa e allora, ricordando che la povera Maddalena era sollecita, la si chiama come fosse ancora lì. Ma si capisce, questa qui è tanto giovane ancora.


*


Questa sora Maddalena seconda ci apparve, come una fata anche lei, al limite della pioppaia; una fata autentica, questa volta, vestita d’azzurro, bionda e rosea, incoronata di pettini e pettinini di celluloide. Non le mancava neppure la collana, dello stesso genere, e le gambe dritte parevano nude per il colore delle calze dei merciai ambulanti.

Teneva in mano un mazzo di fiori, fatto con arte, con lo sfondo di felci e il giallo della ginestra mescolato al cremisi della digitale porpurea; e me l’offrì piegando alquanto il ginocchio destro: così avevo veduto una signorina dell’aristocrazia offrire un mazzo di fiori a una principessa di sangue reale.

Mi fece buona impressione, non tanto per i fiori e l’inchino quanto per la speranza ch'ella sapesse anche stirare i vestiti come le came-