Pagina:Deledda - Il sigillo d'amore, 1926.djvu/42

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
36 il sigillo d'amore

e il fondo, pure bianchiccio, alto rafforzato da liste di legno: insomma un tipo di sedia per cucina perfezionato e ingrandito. Nonostante il suo probabile peso, la sedia poteva rimuoversi per passare; il fatto è che era seguita e accompagnata da una interminabile fila di ottime consorelle, tutte appoggiate al muro di un vecchio casamento. Pareva si godessero il fresco e lo spettacolo, così sospese sull'abisso degli scavi, e nello stesso tempo si offrissero, fra benevoli e beffarde, allo smarrito e stordito passeggero.

Indispettita e stanca, pensavo di approfittare davvero dell’invito e aspettare che la provvidenza, nella quale ho profonda fiducia anche nei casi più disperati della vita, mi dimostrasse la sua bontà, quando alla porta del piccolo negozio che aveva messo fuori così imperterrito la sua merce monumentale, si affaccia la padrona e mi squadra dall'alto coi suoi occhi bovini, aumentando la mia impressione di smarrimento. È una vecchia, una di quelle terribili vecchie come se ne vedono solo nei quartieri popolari delle grandi città, alta, grassa, barbuta e con la pancia a cupola. Rossiccia ancora di capelli, vestita dello stesso colore, dava l’idea che i suoi antenati fossero un tigre e una leonessa, di quelli ammaestrati per divorarsi con appetito i cristiani nei circhi dell'antica Roma.