Pagina:Deledda - L'ospite, Cappelli, 1898.djvu/134

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122 due miracoli


per la sua età e per la sua personcina.

Zia Batòra, con gli occhi intenti, fremeva guardando se poteva scorgere la spaventosa creatura.

— Non è in chiesa, — disse l’altra, — la entreranno legata, dopo la messa.

— Ma se Nostra Signora fa il miracolo, e lo spirito esce di corpo a questa ragazza, non entrerà in quello di un’altra, poiché è tale il suo destino?...

— Non lo so — rispose la donna imbarazzata. — Nostra Signora farà il miracolo completo, e lo spirito andrà all’inferno, se pure Nostra Signora non gli usa misericordia, mandandolo in purgatorio...

Cominciò la messa. In un attimo la chiesa fu piena zeppa di gente, stipata, accalcata, fremente.

Stavano tutti in piedi, sofferenti per il caldo e per l’attesa della ragazza indemoniata. Solo zia Batòra non pensava più ad essa. Il suo volto era più bianco del solito e i suoi occhi fissavano febbrilmente l’altare, ma in realtà vedevano nitidamente qualche altra cosa, la vedevano nitidamente, senza guardarla.

Vicino a Batòra c’era una panca, e tre donne stavano ritte sopra, dominando così la folla.