Pagina:Deledda - L'ospite, Cappelli, 1898.djvu/135

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due miracoli 123


Una di queste donne teneva in braccio un bambino di sei o sette mesi, un bellissimo bimbo biondo e grasso, tutto color di rosa, che formava l’ammirazione delle donne vicine, benché pur esse commosse dall’attesa generale della ragazza con lo spirito.

La giovine che lo teneva sulle braccia era invece bruna, magra, pallida. Tuttavia il suo volto conservava il ricordo di una grande bellezza.

Era Sadurra, malata, vestita quasi poveramente. Anch’essa vedeva sua madre, la vedeva fredda, bianca, indifferente e superba, e faceva sforzi supremi per non rompere in pianto. Perché, perché almeno non dava uno sguardo, al bambino, che aveva il nome del nonno ucciso, che era bello come una dipintura1?

Ah, senza dubbio, zia Batòra invece fremeva di ira e malediceva la bionda testolina dell’innocente...

A questa tetra idea Sadurra lacrimava in cuor suo e veniva tentata di andarsene dalla chiesa.

  1. Bellu che pintura; — è una locuzione usata per esprimere una grande bellezza, una bellezza perfetta.