Pagina:Deledda - La danza della collana, 1924.djvu/13

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aperta, e la tenda bianca che a tratti vi si agita, pare voglia incoraggiare l’uomo ad attraversare il fiume di breccia della strada.

Egli attraversa, ma esita prima di salire gli scalini del portoncino, quasi si tratti di inerpicarsi su una montagna: i suoi occhi sono abbastanza acuti per leggere il nome inciso sulla targhetta di ottone: «Maria Baldi» e poichè è proprio questa Maria Baldi che egli cerca, si fa di nuovo coraggio per salire e tendere il dito onde premere il bottone del campanello.

Poi esita di nuovo e guarda il portoncino come si guarda un viso sconosciuto. Le borchie d’ottone gli sembrano davvero due strani occhi; e a loro volta lo fissano riflettendo grottescamente il suo viso che là dentro pare quello di un mulatto ubbriaco.

È un viso ridicolo che tuttavia gli fa paura. Ma egli reagisce: una sfida misteriosa corre subito fra lui e lo spirito folletto ch’è dentro le borchie a guardia della casa tutta chiusa. Tu non suonerai, uomo, tu non puoi suonare, tu sai il perchè.