Pagina:Deledda - La danza della collana, 1924.djvu/170

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Tornarono. Ricordò tutte le cose del giorno prima, e le venne da ridere, come fosse lei la vita e si beffasse delle chiacchiere e delle promesse e delle speranze degli uomini.

Ma vide nello specchio il suo viso illuminato da quel ridere silenzioso e ricordò le parole della nipote:

«S’egli ti avesse veduto cosí, ridere come tu sai, ti avrebbe amato».

Un’ira brutale le strinse i denti: vide il suo viso farsi cupo e riaccendersi come il lago sotto il turbine; allora staccò lo specchietto che aveva raccolto il suo viso di fanciulla e lo sbatté contro il davanzale della finestra; i frantumi schizzarono giú, scintillando e si sbatterono con un tintinnio di monete sulla pietra ove la sera prima ella stava seduta.

E con questo le parve di aver rotto e disperso definitivamente il suo passato.