Pagina:Deledda - La danza della collana, 1924.djvu/175

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— Mio marito è buono e generoso: generoso fino al ridicolo: se potesse condurrebbe a casa tutti i mendicanti che incontra. Nella villa al mare c’era una giovine sposa che ha partorito: ebbene, lui piangeva pensando a quello che soffrirò io. E tutto per lui ha del fantastico, con significati profondi; ma mentre vede un fine ideale in tutte le cose è uomo sensualissimo: gli piacciono tutte le donne belle, e il mangiar bene, e le cose di lusso. Aveva comprato due cani levrieri e si dimenticava di me per loro. Fortunatamente si stanca presto delle cose che possiede, e se ne disfà, senza certo guadagnarci.

— Spero non farà cosí di te, — disse l’altra sorridendo.

— Non c’è da sorridere, zia; tutto può darsi. Ma di questo non ho molto paura, almeno finché tu lo vorrai.

— Che c’entro io? Non ricominciamo.

— Tu lo sai bene, zia. Egli conta sul tuo aiuto, quando noi saremo completamente rovinati, il che non può tardare che di qualche anno. Egli si mangia il suo patrimonio