Pagina:Deledda - La danza della collana, 1924.djvu/182

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meglio. Tu, allora, le vorrai bene. Tutto nella vita è possibile. Tu ridi? — insisté guardandola ostile e gelosa. — Sei bella e giovine, quando ridi: peccato che invece ti mostri sempre corrucciata. Ecco, ecco che lo ritorni! Perché? Ti ho offeso? Tu potrai anche sposarti con lui. Tu ridi?»

E allungò timidamente il braccio argenteo venato di azzurro, come per tentare una carezza sull’altra ancora piegata verso di lei; e quella non si mosse; solo i suoi occhi parvero dire qualche cosa alla mano diafana che si avanzava, e la mano si piegò in giú e rimase sospesa, con le punte delle unghie brillanti come lagrime congelate.

Poi la stessa mano si tese fino a terra, e tirò su il mantello ma lo lasciò subito ricadere; e per un poco il discorso parve cambiar tono, anche perché l’altra s’era sollevata e suonava il campanello e alla serva, apparsa con la rapidità di uno che sta appena dietro l’uscio, ordinò di portare il tè.

— Non disturbarti, zia, — pregò la giovine; —