Pagina:Deledda - La danza della collana, 1924.djvu/192

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Ed ecco una mattina di maggio, dopo una notte ingombra di questi sogni, le fu recapitato un avviso: qualcuno desiderava parlarle, al telefono centrale.

Le parve di non turbarsi, come la mattina che aveva ricevuto la lettera del suo grottesco fidanzato: eppure sentiva che qualche cosa di nuovo, forse l’avvenimento misterioso da lei senza volerlo, quasi senza saperlo, aspettato, veniva a scuotere la sua esistenza.

Chi desiderava parlarle da lontano? Pensò appunto all’uomo dal vestito a sacco, ma sentí che non era lui. Pensò a Maria, e sentí che neppure lei era. Fino all’ultimo momento fu indecisa di andare, come si trattasse di un appuntamento pericoloso;