Pagina:Deledda - La danza della collana, 1924.djvu/202

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circondavano tutto questo lato della villa; e sulla balaustrata piú alta ella vide qualche cosa di piú lieto e candido ancora dei colombi in amore: i pannolini della neonata tesi ad asciugare.

Ma si ritorse subito contro il suo turbamento; non voleva commuoversi oltre: la stessa ebbrezza che le dava il mattino, e quella grandiosità della solitudine, le facevano parer piú bella la sua libertà. E voleva salvarla, la sua libertà, come la vita stessa, a costo di tutto.

E si ripiegò su sé stessa, aprí sul grembo la borsa, trasse la collana, la stese sulle sue ginocchia per scaldarla al sole.

Le perle, che s’erano di nuovo lievemente appannate, d’un tratto si schiarirono: il riflesso azzurro dell’aria diede loro una luce violacea iridescente, e parve che il sangue della loro vita misteriosa si ridestasse, in loro.

Ella aveva portato la collana per donarla alla bambina, come un’offerta alla vita stessa: ma che la lasciassero finalmente in pace, come si lasciano i morti.