Pagina:Deledda - La danza della collana, 1924.djvu/205

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solitudine distruggono la bellezza del luogo e dell’ora.

Scendere e andarsene! Era a tempo ancora. Scese uno scalino, poi lo risali, s’alzò sulla punta dei piedi e suonò.

Una vecchia che pareva il ritratto in cera di una regina in esilio, vestita tutta di nero, alla moda di cinquant’anni fa, con una cuffia di merletto, le aprí dopo molto aspettare la porta. E all’aprirsi della porta ne venne fuori un tanfo d’umido misto a odore d’incenso come da una chiesa sotterranea.

La vecchia doveva essere già avvertita perché parve riconoscere la visitatrice e la fece senz’altro entrare nell’ingresso ampio, polveroso e lastricato di pietre, che riceveva luce da un finestrone alto sulla ripida scala di mattoni corrosi.