Pagina:Deledda - La danza della collana, 1924.djvu/27

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pesta; tutto gli appare sulla stessa linea, ma sotto una luce diversa, mai veduta, come appunto un paesaggio guardato dal mare, e che sembra si allontani da sè, e si dissolva come un paesaggio di nuvole.

Poi dal grandioso tumulto dell’organo e del coro sgorgò una voce, come l’acqua pura del monte. Era una voce di donna; a poco a poco si elevò sopra tutti gli altri suoni, e parve diventare luce; le parole del canto religioso le si sbriciolavano dentro, come diamanti in polvere; e non fu più un canto ma una serie di gridi, a volte imploranti. a volte minacciosi, appassionati sempre e pieni di un gemito di desiderio; e salivano tutti, come il suono delle canne dell’organo, da una profondità sola, ove si agitavano in lotta fra loro le grandi passioni umane, l’ansito della carne e dello spirito verso un bene irraggiungibile.

E l’uomo, laggiù, cullato da quel movimento di onde che lo trasportava fuori del tempo e dello spazio, ricordava la storia di una donna, giovine, bella e ricchissima che si era fatta monaca per amore, e

Deledda, La danza della collana 2