Pagina:Deledda - La danza della collana, 1924.djvu/31

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L’uomo chiedeva solo di riceverlo o di fissargli un appuntamento, e la salutava con rispetto: null’altro; eppure ella guardava il piccolo foglio duro con un senso di vertigine.

La scrittura era così incisa e regolare che pareva stampa: anche l’indirizzo sulla busta, rigido e nero, le destava un’impressione quasi d’angoscia; e le pareva di leggere per la prima volta il suo nome.

La carta e la busta erano quadrate, piuttosto piccole, resistenti: tutto denotava nell’uomo un senso di ordine, di durezza, anche di calcolo: tutto forse, però, non era che la maschera volontaria di una natura appassionata e disordinata che sa di esserlo e si vuol dominare.

La stessa tardanza a farsi rivedere e sentire dimostrava una tenace serietà: forse egli aveva combattuto contro i suoi senti-