Pagina:Deledda - La danza della collana, 1924.djvu/33

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qui. Ho la casa invasa di parenti venuti per le feste; e fra gli altri c’è una zia malata.

Egli lasciò passare un attimo in silenzio, per far cadere e svanire l’inutile menzogna: intanto sedettero sulla panchina nell’angolo solitario presso un laghetto.

— Signorina, — egli domandò sottovoce, guardando lontano davanti a sè, — lei sa lo scopo del mio desiderio di parlarle?

Ed ella, che s’era accorta di non averlo ingannato con le sue prime parole, volle riparare con un impeto di sincerità.

— Lo so.

Allora egli si volse a guardarla. L’ombra dorata degli elci ravvivava il pallore bronzato del viso chino di lei; e pareva ch’ella avesse scelto apposta quel luogo che dava l’illusione di un rifugio in alto, sulla riva di un lago fra i boschi, come solo sfondo adatto alla sua figura.

— Mi guardi, — egli pregò.

E i loro occhi di nuovo s'incontrano, specchiandosi all’infinito; ma il riflesso glauco dell’acqua mossa da un lieve bri-