Pagina:Deledda - La danza della collana, 1924.djvu/84

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ho fatto e che faccio io per te se non quello che fa la peggiore delle serve? Tu hai raccolto in casa e assistito il povero babbo, quando cadde dalla fabbrica del tuo stabile, e lo hai fatto almeno morire in pace promettendogli di tenermi con te come figlia. E hai fatto per me quello che credevi il tuo dovere: e adesso io, invece, ti ho rubato anche il nome, come quel giorno volevo rubarti la collana.

— Dio, Dio, — disse la donna con un sospiro profondo. Vampate di rossore le accendevano adesso il viso, che poi s’imbiancava di piú. Alzati, — disse con durezza; — sei sempre in tempo a smentirti.

— Anche la collana gli ho dato a intendere ch’è mia, anche la collana! E da principio mi sembrava un gioco, un’avventura: volevo solo vedere come è un uomo: adesso è una tragedia, perché lo amo e non posso rinunziare a lui, e ho vergogna a dirgli la verità; anche oggi ho provato, e non è stato possibile. Ho voglia di morire, zia: mandami via, mandami via; vedrai che saprò espiare.