Pagina:Deledda - La danza della collana, 1924.djvu/86

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l’ultima volta che una donna cerca di ingannare un uomo e viceversa. Io penso che sarà bene che gli parli tu stessa, e subito anche.

Ma la sola idea di smascherarsi da sé, davanti a lui, pareva dare una convulsione di follia alla giovine donna. Non si alzò, anzi si raggomitolò di piú e cominciò a gemere quasi per un dolore fisico.

L’altra lasciò che si calmasse alquanto, poi riprese:

— Ma come ti è possibile di rivelarti con me, adesso, perché non ti è possibile di farlo con lui?

— Tu mi conosci; sai quello che sono: tu puoi ancora battermi e umiliarmi senza che io possa morirne. E puoi anche intendermi e compatirmi. È un momento definitivo della mia vita, questo: mi pare di essere in fondo a un abisso ma di poter salvarmi ancora, se tu mi dai una mano. Ma con lui, con lui no, non posso fare altrettanto. Sei tu che gli devi parlare: anche perché è necessario, per la mia coscienza, che tu e lui vi conosciate.