Pagina:Deledda - La fuga in Egitto, 1926.djvu/112

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di nuovo sulla proda della strada, e gli parve che il sole gli coprisse con un panno caldo le ginocchia. Era ancora un po’ di calore del buon Dio, un po’ di calore nella morte.

Così lo raggiunse la vecchia che uscita dalla casa maledetta si avanzava camminando in modo strano; posava cioè un piede al suolo e trascinava l’altro con solo la punta del pollice entro la ciabatta che ogni tanto le sfuggiva e pareva volesse nascondersi fra l’erba.

Quel piede doveva farle male, perchè un’espressione di sofferenza le solcava il viso: quando però giunse davanti al maestro gli occhi le s’illuminarono e tutta la persona si raddrizzò: pareva fosse lui la cosa ch’ella cercava, il rimedio al suo male. Lo guardò dritto in faccia e domandò, salutandolo:

— Buon giorno. Dov’è la sua bambina?

Il solo poter parlare della bambina dissipò le tenebre e il freddo intorno a lui.

— Dorme, — rispose sottovoce, come per non svegliarla. — Voi la conoscete?

— Chi non la conosce? Non si ricorda che li ho veduti assieme in piazza? Conosco anche il padre, Antonio De Nicola.

A lui venne in mente di domandare che cosa si diceva di Antonio, in paese, e se si conoscevano i suoi stravizi: ma a che pro? non era lui stesso che meglio li conosceva?