Pagina:Deledda - La fuga in Egitto, 1926.djvu/134

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Era solo oramai: e provò un senso di smarrimento come quando si pensa alla morte col terrore che con essa tutto finisca. Ebbe voglia di piangere, di appoggiarsi al cancello e baciare la rete dove le ditina di Ola s’erano allacciate: poi pensò che la vecchia gli aveva davvero rubato la bambina, e si pentì della sua fuga, che gli apparve inutile e vile.

— La vera forza dell’uomo sta nel combattere di fronte il male, anche con la violenza: e avrei dovuto parlare meglio a Marga e Antonio e imporre loro di compiere il proprio dovere.

Poi rabbrividì e ritornò verso la triste tana dove s’era rifugiato come un animale ferito. Fece il giro della villa, nera e opaca sul cielo già scintillante di stelle. Nella sua stanza il fuoco era acceso, e quel chiarore gli ridestò il senso della vita: gli parve di aver l’obbligo di non lasciar mai spegnere il fuoco, di averlo promesso a qualcuno; e vi aggiunse legna.

La speranza gli ritornò nel cuore: lo stesso disordine e la sporcizia intorno lo consolarono: poichè gli sembrava di essere custode di un mondo morto, la casa dove i figli avevano ucciso il padre, e di avere intorno a sè tutto un mondo da riordinare e ripulire.