Pagina:Deledda - La fuga in Egitto, 1926.djvu/154

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— Ma che Dio; Dio non s’impiccia in queste cose, altrimenti sarebbe malvagio anche lui.

Gesuino si fece paonazzo.

— Tu parli così perchè non hai religione.

— E invece forse ne ho più di te, se lo vuoi sentire.

E già parve scoppiare una delle solite questioni, quando il maestro intervenne:

— Il fatto sta che l’uomo ha bisogno di agitarsi. Si comincia da appena nati. La vita è movimento, e anche gli astri e il mare non stanno mai fermi. Dio però ha dato all’uomo il giudizio, e tocca all’uomo convertire in bene la sua facoltà di azione. Lavorare e vivere in pace con sè e con gli altri. Questo può farlo chiunque, se vuole.

— Si vuole, si vuole, ma non ci si riesce — ribattè Gesuino. — Eppoi sono gli altri, che provocano.

— Chi, io? — dice Proto, agitandosi. — Ma se io sono l’uomo più pacifico del mondo.

— Adesso non si tratta di voi due, — riprende il maestro, versando loro da bere. — Oh sì, anche di voi. Vi volete bene eppure questionate sempre. Perchè, sentiamo.

— È lui, è lui, — esclama Gesuino, puntando il dito contro il fratello. — Trova tutto mal fatto quello che faccio io, critica tutto, o peggio an-