Pagina:Deledda - La fuga in Egitto, 1926.djvu/162

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Neppure l’ospitalità che egli le offrì per quella notte, dicendo che su nel soppalco c’era un lettino pulito, parve calmarla; a lungo singhiozzò, scuotendo la testa sul braccio, e solo quando fu stanca sollevò il viso rosso e disse con voce rauca:

— Lei non può andare subito a parlare con suo figlio?

— È troppo presto; non capisci che anche lui sarà ancora arrabbiato?

Ella tornò a nascondere il viso; lo sollevò ancora, fissò di nuovo gli occhi del maestro coi suoi occhi selvaggi pieni di odio e di follìa.

— E lei non può tornare ad abitare con loro? Solo questo lo placherebbe: solo questo....

— Anche questo faremo, se occorre, — egli disse impaurito; poi uscì, perchè soffocava: passando davanti alla finestra vide che Ornella beveva il vino che egli le aveva versato: questo forse la calmerebbe: chi non poteva calmarsi era lui.

Rifece il giro intorno alla villa: non era stato mai superstizioso e non voleva diventarlo; eppure gli sembrava di esser travolto dall’influsso malefico che raggiava da quella casa morta come da un cadavere.

Il suo istinto era di fuggire, lontano, dove il male degli altri non poteva più raggiungerlo. Si ribellava anche a Dio, anche alla sua co-