Pagina:Deledda - La fuga in Egitto, 1926.djvu/172

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Proto, tanto per contrariarlo, ce l’aveva con i maschiacci che le seducono. Ma l’aria del mattino e i lunghi raggi del sole ancora basso sul mare disperdevano le inutili parole degli uomini.

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Il maestro rifece la strada che oramai gli sembrava la strada stessa della vita. Si va, si viene, si crede di non poter più ritornare sui propri passi, di lasciare dietro di noi tutto il passato; e tutto invece ricomincia, e si cammina, si cammina sempre sulle proprie orme, seguiti o preceduti dalla nostra ombra.

— Ma è tempo di operare, non di filosofare, — dice a sè stesso il maestro: poi sorride, con l’impressione che il suo viso rifletta le rughe azzurre del mare increspato. — E si può sapere dove vado? Da Antonio? Che può fare Antonio a sua volta? Che rimedio può inventare? Oramai il male è circoscritto, è nel lazzaretto, e tocca a me non lasciarlo diffondersi.

Eppure andava, e sempre l’immagine luminosa di Ola lo accompagnava come l’angelo di Tobia cieco: più di una volta si chinò, d’istinto, a raccogliere fra i solchi dorati del viottolo qualche