Pagina:Deledda - La fuga in Egitto, 1926.djvu/198

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 192 —

— Ma bene, — esclamò lei, — Antonio mi ha procurato la sorpresa di farmi trovare in casa una nuova serva, e poi mi ha raccontato di questa, che egli ha licenziato non so perchè. Ma anche questa che abbiamo adesso è bravina, e poi io sto meglio e faccio tutto da me. Se guarisco completamente ne posso fare anche a meno.

Egli non cessava di guardarla; e quel viso fino, chiaro, gli occhi limpidi, la bocca pura di fanciulla, e sopratutto la voce, tenue e sognante, gli destavano ancora una volta un senso di ammirazione profonda. Aveva l’impressione di trovarsi davanti a una statua parlante, e si domandava: perchè parla così? Per non farsi sentire da Ornella, o perchè realmente quel bel mobile di Antonio, quell’esimio commediante, riesce a nasconderle la verità?

Ma ricordando il loro colloquio dopo il suo arrivo sentiva che la stessa atmosfera li avvolgeva ancora: e non toccava a lui turbarla.

— Voglio farti vedere il giardino; vieni, — disse alzandosi. — Ella lo seguì, docile. Ammirò le galline e la chioccia col suo gran fiore di pulcini gialli, in verità curati molto da Ornella; ammirò l’uva abbondante del pergolato e domandò dei contadini e dei tristi padroni della casa.

— Fra non molto si farà il dibattimento, e il