Pagina:Deledda - La fuga in Egitto, 1926.djvu/21

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cosa dentro, ed egli subito l’abbandonò. Il braccio ricadde e dalla mano che si aprì alquanto spuntarono i grani di un piccolo rosario di madreperla.

Questo gli fece piacere.

— Come va? — domandò sottovoce, con accento subito famigliare. — È possibile che queste febbri non si possano rompere?

— Son dieci anni che le ho. È malaria, e non c’è rimedio. Adelmo ha fatto di tutto, per guarirmi. Anche dalle Indie ha fatto venire una polverina. Anche dalla chiromante è andato, Adelmo.

Adelmo era il suo primo marito, e il maestro osservò che la voce di lei aveva un timbro sognante nel pronunziare spiccatamente quel nome come fanno i bambini con le parole nuove che a loro piacciono perchè per loro sono tutto un mondo di misteriose sensazioni. Capì ch’ella durante il suo stato febbrile riviveva nel passato; ed ebbe scrupolo a turbare oltre quella intimità che apparteneva a lei sola.

Ma anche lei indovinò il pensiero di lui, dal modo come egli le rimise la mano sul lenzuolo, e cercò di destarsi meglio; adesso gli occhi si aprirono bene, quasi con malizia, la voce si schiarì.

— Mi scuserà se non sono venuta alla stazione. Domani vedrà che sono un’altra donna