Pagina:Deledda - La fuga in Egitto, 1926.djvu/29

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lunga e appena delineata sotto la coperta ov’ella si teneva tutta raccolta fino al mento, con la bella testa bianca e nera così sprofondata nel guanciale che vi pareva dipinta.

— Sono contenta che lei si trovi bene qui, — ella riprese senza guardarlo; — è da tanto che si desiderava averla con noi. Non passa giorno che suo figlio non parli di lei, con affetto e devozione; e continuamente rimpiange i dispiaceri che le ha dato.

— Macchè dispiaceri !

— Sì, le par poco, di non aver seguito il suo desiderio, di studiare, di prendere almeno un diploma? Ha preferito fare tutti i mestieri, mentre con la sua intelligenza chi sa dove poteva arrivare. È vero che allora forse non ci si sarebbe incontrati. — osservò con voce ancora più bassa, — e la nostra bambina non sarebbe al mondo. Io non concepisco più il mondo senza la nostra bella bambina. E quando lui si lamenta e rimpiange di non aver seguito i consigli paterni, io questo glielo dico: allora egli guarda la bambina, e non parla; ma gli occhi gli si fanno lucidi come voglia piangere.

— Del resto siamo felici così, — riprese più forte: — troppo felici forse. Ho persino paura: Antonio è buono, allegro, affettuoso. Ha solo il vizio del fumo; la sua pipa funziona fin dalla mattina presto, e dove passa lui non si fa che