Pagina:Deledda - La fuga in Egitto, 1926.djvu/34

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 28 —

e nasconde un gioiello dopo averlo fatto appena vedere. Allora il maestro si piegò verso di lei con le mani giunte e disse sottovoce:

— Inoltre non c’era la bambina, allora.

E tacquero entrambi come pregando.

Lo spirito della bambina aleggiava intorno, spandeva un senso di mistero religioso nella tristezza della camera ove le cose s’annerivano e la finestra diventava cieca.

Un istinto indefinibile avvertiva il maestro che la donna, sotto la superficie della sua voluta e anche creduta felicità, nascondeva un male intimo che non cessava con il cessare della febbre; e lei a sua volta intendeva questo presentimento di lui; ed entrambi desideravano confidarsi ma non potevano.

Lo spirito della bambina tesseva intorno a loro una rete più luminosa e fragile di quella del ragno intorno a un cespuglio: e li univa, ma in pari tempo impediva loro di pronunziare una sola parola che potesse disperdere la sua opera: per lei si doveva tacere, per lei l’atmosfera non doveva essere turbata neppure da un soffio.

— Illusione, forse, — pensò il maestro: ma egli sapeva che l’illusione è il sangue dello spirito umano.

E, poichè il silenzio suo e della donna cominciava a tingersi d’angoscia e le parole ten-